Blog di Four "C" Blog

CARO GOOGLE TI SCRIVO..

anche se sono certo non leggerai questa mia lettera. Io ho letto la tua e-mail in cui  rilevo un diniego ai tuoi annunci pubblicitari causa un mancato rispetto delle norme del programma. Ho letto quanto stabilito dalle tue regole di utilizzo e non intendo minimamente contestarle: tuo il sito, tue le regole. Io rifiuto il sito e le sue regole perché scrivo da hobbista, solo per esprimere e condividere opinioni con altri bloggers. Rifiuto di modificare le mie osservazioni, la mia libertà di pensiero. Rifiuto un cartellino con indicato prezzo e modalità d’uso. Pertanto, continuerò a scrivere ciò che penso (anche sui conflitti) e, se anche non dovessi trovare il mio blog sul tuo motore di ricerca, non sarà un problema: altri già lo rilevano. Silenziare non è il massimo della “DEMOCRAZIA”.

Tuo “ex affezionato” publisher.

FOUR C

SE FOSSE VERO…

Sono ormai anni che, guardando la pubblicità, non riesco più a subirla passivamente perché convinto che il suo scopo primario non é far conoscere un prodotto ma venderlo. I vecchi pubblicisti dovevano lavorare molto di fantasia per rendere lo SPOT credibile e gradevole ai più. La famosa frase dell’ispettore Rock che, mostrando una totale calvizie, affermava, come suo unico errore, il non aver mai usato la nota marca di brillantina oggetto dello spot, era fantasiosa e coinvolgente. Ma non era aggressiva perché ti offriva la possibilità di giocarci sopra e pensare che la calvizie fosse causata dalla brillantina o che ne vanificasse l’uso. Col passare degli anni la pubblicità diventa quasi una scienza e, lo spot, assume il sapore del lampo, del flash capace di illuminare e stordire, indirizzare le menti. Il grande A. Lubrano, durante la sua rubrica “Mi manda Lubrano” chiese, ad un chimico suo ospite in studio, il significato di un famoso spot utilizzato da un famoso marchio di detersivi: “lava più bianco del bianco”. La risposta, sincera e disarmante, “non significa nulla ma ha un certo effetto”. Oggi, la scienza è sempre più accurata, i media sempre più diffusi, le tecnologie sempre più ammalianti (Metaverso, IA e quant’altro) e ci esponiamo inconsapevolmente ad un collettivismo culturale che sminuisce, oscura l’uso del pensiero individuale. 

Da 500 giorni viviamo un conflitto in Europa il  cui spot univoco “AGGRESSORE E AGGREDITO” ha creato tifoserie pronte a sostenere il BUONO nella lotta contro il CATTIVO. E la Storia nasce da qui senza retrospettiva, senza precedenti fondamenta su cui costruirla. Il CATTIVO, da oggi, decide di fare un impero tutto suo e invade il democratico paese confinante con lo scopo di ampliare sempre più verso altri paesi le sue mire espansionistiche. Il BUONO diventa strenuo difensore non solo del proprio paese ma anche di tutti coloro che gli vivono intorno. E, per fermare le ambizioni del CATTIVO, il piccolo BUONO ha bisogno del sostegno di tanti altri buoni. Da leader navigato sfrutta i favori di una immensa campagna mediatica (presenza virtuale in ogni contesto politico, economico, culturale) per aggregare i buoni del mondo a lottare contro il CATTIVO. 

Io, per quanto detto in premessa a proposito della brillantina o del detersivo, una qualche domanda me la sono fatta.

Se fosse vero che il CATTIVO avesse intenzioni imperialistiche per cui fosse necessario bloccarlo usando una Nazione (non inserita in alcun contesto politico-militare) come scudo sarebbe ammettere l’inutilità della difesa vantata dagli altri buoni. 

Se fosse vero che il BUONO, nella sua piccolezza economico-militare, potesse contrastare il CATTIVO potente, economicamente e militarmente, da solo sarebbe utile pensare alla volontà di suicidio collettivo.

Se fosse vero che solo il CATTIVO distrugge e uccide i civili, mentre il BUONO mira solo ad obbiettivi militari, sarebbe come vivere in una favola.

Se fosse vero che il CATTIVO ha al suo interno proteste e contestazioni, mentre il BUONO ha solo eroi e martiri, sarebbe il caso di bruciare tutti i libri di Storia. 

La Storia non può essere uccisa e resuscitata con lo spot “AGGRESSORE E AGGREDITO” come un qualsiasi prodotto commerciale. Ha un suo lento cammino da una lontana sorgente con ostacoli imprevedibili e inevitabili prima di raggiungere la meta. 

Evitiamo di giudicare e lasciamo che sia la Storia a dare le risultanze. Le guerre, oggi sono sostanzialmente frutto di interessi economici, gli spot aiutano a vendere il prodotto con grandi vantaggi per alcuni e tanti svantaggi per altri.

Dovremmo imparare a contestare tutte le guerre causa di perdite umane, di distruzioni, senza mai farci relegare a semplici tifoserie che auspicano la vittoria dei BUONI sui CATTIVI dimenticando le risultanze del PRODOTTO GUERRA.

 

FOUR “C”

BRASILE – ITALIA I – O

Sembra tornare alle grandi sfide calcistiche tra i due Paesi. Per coincidenza fortuita, due ministre, omonime nel nome e nell’incarico di governo ricoperto, attraversano un burrascoso periodo per i loro comportamenti extra-governativi. In Brasile, la Ministra del Turismo, Daniela Carneiro si dimette dall’incarico causa scandali emersi per sue reali o presunte frequentazioni con personaggi poco raccomandabili.

In Italia, la Ministra del Turismo Daniela Santanchè, non si dimette stante il poco lineare comportamento nella gestione delle sue aziende.

Nessuna delle due ha subito incriminazioni.

Brasile in vantaggio contro una Italia che attende la fine dell’incontro. Noi giochiamo col sostegno dei tifosi cui proponiamo la forzatura etimologica  dei termini sconosciuti agli altri Paesi: GARANTISMO e GIUSTIZIALISMO. Il primo di base costituzionale definisce garanzia di diritto e libertà del singolo di fronte allo Stato, il secondo, utilizzato in antitesi al primo, costituiva di fatto pratica caratterizzante il Cile di Peron. Trattasi senza dubbio di periodi storico-politici ben diversi e, mentre nel primo caso si coinvolge (o dovrebbe coinvolgere) l’intero popolo, nel secondo caso si coinvolgono solo i poteri dello Stato. La nostra “garanzia contro il giustizialismo” nasce circa 30 anni fa mettendo in campo due squadre le cui tifoserie lamentano risultati falsati da scelte arbitrali. Ci si dimentica volutamente che non siamo in regimi dittatoriali. Abbiamo la nostra amata Costituzione, i suoi Garanti, Poteri suddivisi per il loro giusto equilibrio. Sono gli arbitri che magari non saranno infallibili ma svolgono il loro compito. Chi fa parte delle Istituzioni deve rispettare il ruolo mantenendo una condotta ESEMPLARE e farne di MORALE, ETICA, DEONTOLOGIA il fondamento della loro appartenenza. Il ruolo arbitrale nelle istituzioni deriva dalla Costituzione.

Se qualcosa non funziona esistono appositi organi di controllo che devono allontanare il singolo non l’Istituzione. L’attacco collettivo diventa metodo efficace di nascondere il vero colpevole, per rendere difficile identificare il marcio nel marciume, il filo d’erba secca in un prato verde.

Dalle mie parti si dice: “u pisci puzza sempri da testa”. E ‘il messaggio che la società assorbe che magari per qualcuno permetterà incetta di tifosi, ma  farà di certo anche accrescere il rifiuto verso le Istituzioni : governi, scuole, docenti, associazioni, università, forze dell’ordine e famiglie. Bene il GARANTISMO ma il GIUSTIZIALISMO non deve essere scudo del potere in un Paese democratico.

FOUR “C”

BRICS o G7?

Nato a Giugno del 2009 l’acronimo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) configura una volontà di sviluppo economico-commerciale del mercato globale che si liberi dal predominio del dollaro USA. Nei tredici anni dalla sua fondazione hanno pian piano iniziato a costruire un sistema in opposizione o, almeno, alternativo alle egemoniche potenze occidentali. Una lunga gestazione in quanto mette in gioco l’intero equilibrio geo-politico mondiale. In questi anni molti paesi hanno richiesto di volere aderire a BRICS e trattasi di paesi ricchi di materie prime (dal petrolio al litio) e in posizioni geografiche strategiche. Brasile, Argentina, Uruguay, Venezuela, Nicaragua, Cile, Ecuador, Messico per passare ad Egitto, Algeria, Nigeria, Senegal e poi Arabia Saudita, Emirati Arabi, Siria, Iran, Afghanistan, Turchia e ancora Bielorussia, Kazakistan, Pakistan, Thailandia, Barhain, Blangadesh, Indonesia. Ovvero tutti i paesi a SUD delle potenze economiche occidentali del blocco euro-atlantico. L’ingresso dei paesi richiedenti se  sarà accettato (e lo sarà) creerà un blocco politico-economico in grado di distruggere le economie occidentali. Le squadre in campo sono da una parte le materie prime e dall’altra la finanza. Il pronostico è scontato perché le materie prime sono in grado di creare valuta, mentre la finanza non potrà creare le materie prime. BRICS ha già da tempo costituito organismi in concorrenza con la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e il Sistema di Pagamento Interbancario (SWIFT). Sono nati la Nuova Banca di Sviluppo, il CRA o Fondo di Riserva e il CIPS per pagamenti interbancari. Secondo dati del FMI i cinque paesi fondatori di BRICS superano i paesi del G7 in quanto a supporto alla crescita globale. Allo stesso tempo la Banca Mondiale registra un costante assottigliamento della riserva globale del dollaro USA che è passato dal 73% del 2001 al 47% del 2022. La recente pandemia sanitaria, la guerra in Ucraina, i blocchi sanzionatori hanno avuto l’effetto di accelerare il processo di economie sganciate dal mercato attuale improntato sul sistema finanziario occidentale. Si fanno scambi commerciali con pagamenti in monete nazionali, in rubli, in yuan. E, nell’attesa di un progetto organico che consentirà il passaggio a un nuovo sistema monetario e finanziario (QFS), i paesi del BRICS si preparano al prossimo summit in Sudafrica previsto per il mese di Agosto. Se in quest’ambito dovesse vedere la luce una nuova moneta legata al valore dell’oro da utilizzare per gli scambi commerciali in sostituzione del dollaro/euro, avremo il prossimo G20 ridotto a G10 e una traballante economia mondiale sostenuta da due blocchi che faranno di tutto per prevalere l’uno sull’altro. Intanto, come squadre di calcio, mediatori, dirigenti, presidenti si muovono in maniera visibile (ma spesso invisibile) nel tentativo di spostare elementi da una parte all’altra. Così si organizzano incontri, inviti, si tenta di riallacciare rapporti tra parti in conflitto da anni, tra sanzionati e sanzionatori. Non importa la loro collocazione politica, se democratici o dittatori, se cattolici o islamici. Importa esclusivamente la loro ricchezza del suolo, delle materie prime utilizzabili. E’ il gioco della politica o, meglio, dell’ipocrisia di chi la sfrutta solo per tornaconto economico, per solo potere finanziario. 

SPERIAMO SOLO CHE IL DIO DANARO NON ABBIA IL COMPLETO SOPRAVVENTO SULLA GLOBALITA’ DEL GENERE UMANO.

SAREBBE LA CATASTROFE.

FOUR “C” 

SCALATA SOCIALE

Non si trovano falegnami o idraulici perché nessuno segue le orme dei padri e ingolfano le Università senza risultati oggettivi. Credo sia il massimo dei messaggi educativi. Non è uno schiaffo ma un vero gancio da ko. Un affossamento della cultura della conoscenza, dello studio come trampolino di lancio per un reale mutamento della società, cui negli anni ’80, credevano gran parte dei genitori che, a costo di enormi sacrifici, invogliavano i figli al raggiungimento del “pezzo di carta”, che poteva consentire loro un impiego. Tempi durante i quali si era soliti dire che onestà e altruismo non ti fa diventare ricco ma ti lasciano pulito nell’animo. Tempi in cui la piccola impresa reggeva le proprie fortune attraverso i rapporti quasi familiari con i propri dipendenti con cui dividevano gioie e dispiaceri. Ma le generazioni cambiano e ci si accorge pian piano che”essere onesti” significa “essere fessi” e che per affermarsi non serve la laurea ma “acquisire conoscenze importanti”. Così ti succede che nasci da una famiglia della media borghesia, cresci con scarsi risultati a scuola ma ottieni ugualmente un “pezzo di carta” presso una scuola privata. Non puoi minimamente pensare di laurearti perché anche in Albania ha dei costi. Inizi a lavorare, per fortuna senza sfruttare il diploma, in varie attività ma con scarse fortune. Poi, improvvisamente, il grande salto, da semplice assicuratore a manager. Non si riesce ad individuarne meriti e capacità ma solo un continuo vortice di incarichi attraverso “conoscenze” di un mondo capace di corrompere e corrompersi, di ignorare scrupoli, dignità e moralità. Continue vicissitudini giudiziarie risolte da amnistie e fior di avvocati che ti consentono di affermare di essere vittima della burocrazia e della giustizia italiana. O, peggio, di essere bersaglio “dell’invidia popolare”. Avesse proseguito il mestiere dei genitori sicuramente non avrebbe scalato la società e non sarebbe diventato ricco ma credo fermamente avrebbe incamerato un poco di umiltà e senso civico.

FOUR “C”